In cantina

Sin dalla sua fondazione, e ancor più con il nuovo percorso intrapreso a partire dal 2017, Rigoloccio ha avuto come scopo quello della continua ricerca di un proprio “stile”, di una riconoscibilità assoluta in bottiglia. Per questo, la produzione di uva per pianta non raggiunge gli 800 grammi, e quella a ettari si aggira sui 60 quintali. Apparecchiature al top di gamma sono poi in grado di valorizzare l’alto valore delle uve, mentre il metodo adottato garantisce un controllo costante delle temperature in ogni fase della vinificazione a partire dal brusco raffreddamento delle uve, che raccolte rigorosamente a mano, vengono portare dai circa 30/35 °C ai 12/16 °C, per non perdere i preziosi profumi primari.

A questo scopo contribuisce anche la scelta di un inizio di vendemmia subito dopo Ferragosto con termine intorno a metà di settembre a seconda dell’appezzamento e della varietà, e non prima di aver valutato la maturazione dei tannini: ciò crea sin dall’inizio del processo di vinificazione le giuste basi per raggiungere la grande finezza ed eleganza che da sempre contraddistinguono i vini Rigoloccio. Dopo la raccolta, le uve vengono sottoposte a una duplice selezione, dapprima su un tavolo di cernita per la verifica della qualità dei grappoli e poi per l’eliminazione di ogni scarto di vegetazione. Il processo di lavorazione prevede poi che ogni cru fermenti separatamente, e che solo in ultima fase il blend venga assemblato, in virtù delle condizioni del vigneto di provenienza e della personalità che si vuole imprimere al vino.